Skip to content Skip to left sidebar Skip to footer

Mese: Gennaio 2021

Gennaio 1985

Gennaio 1985 neve, neve, neve e ancora neve…. 

In pochi giorni, tutta quella che era caduta, aveva stravolto il paesaggio e Cortemaggiore, sommerso, sembrava un paese nuovo. La neve aveva coperto tutto. 

In un silenzio irreale, affondando le gambe fino alle ginocchia , quel giorno, con gli amici, ci siamo fatti strada a fatica verso i giardini trasformati di colpo e come per magia , in un immenso parco di divertimenti. Dopo un breve momento di meraviglia e stupore, per il paesaggio fiabesco  che appariva davanti a noi, ricordo l’irresistibile  tentazione comune  e praticamente simultanea,  di lasciarci cadere abbandonati, chi di pancia chi di schiena, tuffati nel soffice manto bianco , ridendo di gusto per quelle sensazioni nuove e  per quel senso di improvvisa inaspettata libertà. Mangiare la neve, lanciarsela addosso, modellarla per scatenare  altre risate. Che gioia ! Le scuole restarono chiuse in quel periodo ed il solito mondo sembrava essersi fermato. A noi ragazzi , liberati di grazia da impegni di studio , non restò che goderci il regalo inaspettato  di quel tempo sospeso in uno scenario irreale. 

Elisabetta Corti

Via Rubini

Cortemaggiore mi ha visto perlopiù bambina.
Viarubiniventicinque, risuona nella mia mente come un campanello che risveglia memorie, e rivedo il portone d’ingresso e il corridoio al piano terra che portava al cortile, sì, quello dei giochi bambini di tutti noi piccoli del numero 25. Il cortile coi fiori del nonno , il rosso dei gerani e il celeste del plumbaco; gli occhi vigili del nonno sempre attenti che non ci facessimo troppo male e che il nostro pallone non danneggiasse le piante. Corrado ed Elena, Paola e Marco, Silvia ed io, i garage erano le nostre stanze da gioco, teatro per gli spettacoli per i genitori, infiniti giri in bicicletta, palla prigioniera, palle di cartapesta… ginocchia sbucciate sul cemento ruvido di quel cortile, e uccellini caduti dai nidi da nutrire e salvare da una sorte avversa.


L’orizzonte si allargava quando ci veniva permesso di giocare nella via con nuovi compagni e nuovi giochi: l’elastico alle caviglie, al polpaccio, alle ginocchia, sempre più difficile… e il giro del palazzo con la bici , via San Lorenzo e via Libertà, passando davanti a Narboni che vendeva acqua e bevande e vino, risento quell’odore di cantina che si respirava all’interno.
Rivivo il calore della mia casa quando nelle sere d’inverno scrutavo la nebbia attraverso i vetri della finestra. E l’incanto della vigilia del 13 dicembre quando aspettavamo con grande emozione il passaggio di Santa Lucia. La magia di quella notte nel sentire la campanella nella strada generava in me paura e felicità insieme che culminavano nel rinnovato stupore di trovare al mattino, ogni anno, i doni tanto attesi e desiderati.
Questo e molto altro vorrei raccontare della mia permanenza a Cortemaggiore in quegli anni. Mi limito a ciò che ricordo del periodo trascorso in via Rubini prima che la vita mi conducesse a vivere lontano, nelle Marche, dove con fatica ho imparato a lasciare andare il passato e conservarne con grande tenerezza i ricordi.

DM

Un ricordo degli anni ’70

Ho vissuto a Cortemaggiore negli anni ’70 con la famiglia, per motivi di lavoro. Un paese accogliente, con molte iniziative che facevano capo all’Oratorio… le Signorine Maria e Irma gestivano il bar e i locali vari di svago per i giovani. Il loro gelato artigianale (unico) era buonissimo…i giovani si ritrovavano in un ambiente sano, socializzando… le Signorine sempre vigili ….non solo al bar!! Era un ambiente che dava tranquillità a noi genitori che eravamo molto attenti all’educazione e formazione dei nostri figli…

Nel palazzo dell’Oratorio, al primo piano, aveva sede anche il Centro Addestramento AGIP di Cortemaggiore, dove si tenevano corsi di vari livelli per il personale addetto agli impianti di perforazione e produzione. Io da S. Donato, sede centrale, ero stata trasferita a Cortemaggiore. Il buon Mattei aveva dato modo, con il lavoro di riunire persone provenienti da ogni parte d’Italia, e Cortemaggiore aveva tratto vantaggio da questo cambiamento…da paese “agricolo” era diventato “industriale” e tutti ne avevamo tratto vantaggio…

Romana Ziliani