News

Romano Dieci

…una forza della natura! Era un potente pedalatore, ma purtroppo per il ciclismo, quando era il momento di praticarlo sul serio, si è consumato a fare il panettiere. Ha corso con gli amatori in gare come la Milano-Sanremo, la 9 colli di Cesenatico, le Valli Piacentine. Da ragazzo ha giocato a calcio come portiere, ma ha dovuto smettere perché nelle parate gli capitava il distacco dell’omero dalla clavicola. Senza perdersi d’animo si faceva aiutare a rimettere a posto il tutto e, incredibile ma vero, continuava tranquillamente a giocare.

Gianni Marieschi ( tratto da “Voci Magiostrine” – autunno 2016 )

Don Luigi ad San Martèn

Spero che Don Luigi mi perdoni il tono confidenziale, credo di non sminuirne la dignità, perché ispira amicizia e famigliarità. Al suo arrivo a San Martino, era il 1956, s’immerse immediatamente, con gioia e speranza, fra le persone che Dio gli aveva dato in cura, con l’unica volontà di essere il pastore che doveva amare la sua gente più della sua stessa vita. Don Luigi veniva dall’altra, fisicamente dalle montagne di Borgotaro, spiritualmente dalla Grazia di Dio. Da allora sono passati 60 anni di intensa vita pastorale costellata di rose che sicuramente avranno avuto anche qualche spina, ma mai tanto pungenti da non permettergli di coronare il suo 60° anniversario di Parroco attorniato dalla sua gente in festa per manifestargli la loro grande gratitudine e il loro affetto. Ha saputo farsi amare anche da persone che venivano da altre Parrocchie per ascoltare le sue semplici omelie. Mi pare che il suo segreto sia quello di aver capito molto bene che la gente ha bisogno di speranze, non di giudizi, ha sete delle parola di Dio e della sua inesauribile misericordia e non di sermoni altisonanti, ed è proprio per questo che Don Luigi ha sempre lasciato parlare Gesù…

Il suo sogno era di creare una grande famiglia di famiglie che potesse vivere in pace e solidarietà e il compimento di questo suo sogno lo si può costatare anche dalle feste che i suoi parrocchiani preparano e gestiscono ogni anno facendone, miracolo dello spirito unitario, anche un grande successo di pubblico. La scritta “Don Luigi uno di noi”, che appare su di uno dei tanti tabelloni che erano esposti alla festa, è emblematica per raccontarci della sua esperienza di Parroco e di quanto e come sia stato profondamente accolto e rispettato dalla sua gente. Forse è accaduto perché Son Luigi è stato solo e nient’ altro che un Prete e un Parroco fedele alla sua gente e alla sua “promessa per sempre” che fece a Dio quando, poco più che ragazzo, rispose con il suo umile “Eccomi” in sintonia con quello molto più antico di Maria, indubbiamente legata alla “Madonna della Guardia”, sotto le cui ali ha vissuto la sua vocazione.

Gianni Marieschi

(Tratto da “Voci Magiostrine” autunno 2016)

“Dì gat quand l’è in dal sac”

“Non credere di aver catturato un gatto finché non è stato messo nel sacco”

E’ chiaramente un invito alla prudenza per non ritenere mai già fatto un accordo o un affare finché non è effettivamente concluso. E’ anche un invito a non illudersi di promesse o giuramenti.

Gianni Marieschi

(Tratto da “Voci Magiostrine”)

Sercà dal nüs da sbàt a mez

C’era una volta chi, per “sbarcare il lunario” (per vivere), faceva mille lavori. Uno di questi, in autunno, consisteva nel raccogliere le noci, sbattendo i rami on un lungo bastone di legno ( “La perga”) per farle cadere per poi dividerne il bottino a metà con il padrone della pianta. Lavoro onesto finché, a metterlo in cattiva luce, non c’è stato chi, invece di fare a metà delle sole noci, voleva fare a metà anche di altro come le fidanzate, le mogli, ecc…

Gianni Marieschi

(Tratto da “Voci Magiostrine”)