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Marco Gandolfini è “Buono come il pane”

Il termine “Buono”, per i cristiani, è riferibile solo a Dio. E’ Lui il Buono per eccellenza, ma il buono c’entra anche con Marco. Da noi, quando una persona è mite, generosa e umile, si dice che è “buono come il pane” e più di così non si può essere buoni. Marco è uno di questi perché, oltre ad essere sempre stato disponibile per chiunque gli chiedesse aiuto, ha donato gratuitamente del suo tempo e delle sue notevoli capacità tecnologiche e organizzative, per due mandati, come Presidente della nostra Pubblica Assistenza. Per queste motivazioni gli è stato riconosciuto il Premio “Stefania Rossi” promosso dall’A.C. piacentina e dalla fam. Rossi per premiare chi si sia distinto per generosa e gratuita dedizione agli altri. In quell’occasione, nell’accettare il premio, ha fatto dichiarazioni semplici e scarne che hanno illuminato meglio la sua dimensione umana. “Tutto mi è stato possibile grazie al sostegno e all’amore della mia famiglia, alla vita nella mia comunità, ai collaboratori in Pubblica e agli aiuti dei tanti amici.” Tutto qui. Per sé non ha accampato meriti speciali perché si ritiene uno dei tanti che hanno operato insieme. Per sé tiene solo la sua umiltà e la sua fede nel Dio dell’Amore che ci ricorda che quel pane buono riferito a Marco non è solo un impasto di farina e acqua per sfamare il corpo, ma ha dentro uno Spirito speciale che ci ricorda quel Pane impastato d’Amore che Gesù Cristo ha spezzato per darne a tutti in dopo perenne. Marco come ogni buon discepolo, è proprio “Buono come il Pane” di duemila anni fa…

Gianni Marieschi

( tratto da Voci Magiostrine )